Aurelio Gentili: “L’ermeneutica di un giurista ermeneutico: Betti e l’interpretazione ” (RomaTre, 11 aprile 2018)

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Emilio Betti e Hans Sedlmayr: una nuova pubblicazione a cura di Luca Vargiu

Hermeneutik und Kunstwissenschaft. Ein Dialog auf Distanz – Emilio Betti und Hans Sedlmayr

Luca Vargiu
ISBN 978-3-8325-4324-2
157 pagine, anno: 2017
Prezzo: 24.00 EUR

 

Parole-chiave/keywords: Ermeneutica storico-artistica, Opera d’arte: concezione, Topica, Emilio Betti, Hans Sedlmayr

 

Anche se negli ultimi decenni l’interesse per il pensiero del giurista e filosofo italiano Emilio Betti è cresciuto, resta tuttavia parecchio da esplorare, anzitutto nel campo dell’ermeneutica storico-artistica. Di grande rilevanza in questo contesto è l’unico scritto in cui l’ermeneutica bettiana viene chiamata in causa per l’interpretazione delle opere d’arte figurativa: di esso è autore Hans Sedlmayr, il grande storico dell’arte rappresentante della “New Viennese School”. Nell’insieme dell’opera di Sedlmayr questo è l’unico contributo nel quale Betti viene menzionato; tuttavia i rimandi alla teoria bettiana dell’interpretazione sono a tal punto frequenti che è possibile sostenere che Betti sia in esso il più importante interlocutore.

D’altro canto anche Betti fu un attento lettore di Sedlmayr. Egli giunge ad annoverare lo storico dell’arte austriaco tra i numerosi pensatori che “furono per lui fonte di molteplici incitamenti produttivi”. Ciò è evidente in particolare nelle riflessioni sull’arte moderna portate avanti nella sua opera principale, la Teoria generale della interpretazione.

Questo rapporto non è stato finora mai preso in considerazione. Fino a oggi, né all’interno della ricezione bettiana né da parte degli studiosi di Sedlmayr, è emerso che i due pensatori, sia pure in indipendenza reciproca, hanno dato vita a un dialogo a distanza. Tale confronto costituisce l’oggetto della presente monografia: esso verrà affrontato non solo da un punto di vista storico, ma anche sul piano teoretico. Questo studio si presenta pertanto come un contributo al dibattito internazionale sul valore e sulla portata dell’ermeneutica per le scienze dello spirito sulla base di una problematica critico-conoscitiva.

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Hermeneutik und Kunstwissenschaft. Ein Dialog auf Distanz – Emilio Betti und Hans Sedlmayr

Luca Vargiu
ISBN 978-3-8325-4324-2
157 Seiten, Erscheinungsjahr: 2017
Preis: 24.00 EUR

Stichworte/keywords: Kunstgeschichtliche Hermeneutik, Kunstwerk: Konzept, Topik, Emilio Betti, Hans Sedlmayr

In den letzten Jahrzehnten hat das Interesse am Denken des italienischen Rechtswissenschaftlers und Philosophen Emilio Betti zugenommen – dennoch bleibt noch vieles zu entdecken, vor allem auf dem Gebiet der kunsthistorischen Hermeneutik. Von großer Relevanz in diesem Kontext ist die einzige Schrift, in der Bettis Hermeneutik zur Interpretation von bildender Kunst herangezogen wurde. Sie stammt von Hans Sedlmayr, dem bedeutenden Kunsthistoriker und Vertreter der “Neuen Wiener Schule”. In Sedlmayrs umfassendem Werk ist es zwar der einzige Beitrag, in dem Betti erwähnt wird, die Hinweise auf Bettis Theorie der Interpretation treten jedoch in einer solchen Häufigkeit auf, dass Betti hier zweifellos der wichtigste Dialogpartner war.

Betti seinerseits war ein aufmerksamer Leser Sedlmayrs. Er stellt den österreichischen Kunsthistoriker in die Reihe der zahlreichen Denker, die “für ihn Quelle vielfältiger ergiebiger Anregungen waren”. Das zeigt sich insbesondere in den Überlegungen zur modernen Kunst in Bettis Hauptwerk Teoria generale della interpretazione.

Dieser Zusammenhang ist bislang unbeachtet geblieben: Bis heute konnte man weder auf der Seite der Betti-Rezeption noch auf der Seite der Sedlmayr-Forschung erkennen, dass die beiden Denker, wenn auch unabhängig voneinander, einen Dialog auf Distanz geführt haben. Diese Auseinandersetzung ist Gegenstand der vorliegenden Monographie: Sie wird hier nicht nur vom historischen Standpunkt aus betrachtet, sondern auch auf einer theoretischen Ebene. Diese Studie versteht sich als Beitrag zur internationalen Debatte über den Stellenwert und die Tragweite der Hermeneutik für die Geisteswissenschaften auf der Grundlage einer erkenntniskritischen Fragestellung.

Lettera del presidente ai soci

Teramo, 8 gennaio 2018

            Cari Amici, illustri e cari Colleghi,

             anzitutto mi preme augurare a tutti Voi un 2108 sereno e ricco di soddisfazioni. Vorrei inoltre ringraziarVi per il sostegno che non avete fatto mancare al nostro Istituto. Consentitemi poi di aggiornarVi sulle attività svolte durante l’anno che si è appena concluso. Il 2017 è stato, per il ‘Betti’, un anno particolarmente significativo.

Per cominciare con le pubblicazioni, va salutata l’uscita di ben due volumi. Il primo s’intitola “Probleme der römischen Volks- und Staatsverfassung / Problemi di storia della costituzione sociale e politica di Roma antica” e si deve a Sandro Angelo Fusco. Contiene il testo del corso di lezioni sulla storia costituzionale romana che Emilio Betti tenne presso l’università di Francoforte sul Meno nell’anno accademico 1937/38. Alla trascrizione del testo originale in tedesco è affiancata la traduzione in italiano curata anch’essa da Fusco.

Il secondo volume raccoglie gli atti del convegno “La funzione sociale nel diritto privato tra XX e XXI secolo” che fu promosso dall’Istituto nell’ottobre del 2015 e curato da Francesco Macario e da Marco Miletti.

Come già era accaduto per il volume su “I giuristi e il fascino del regime (1915-1925)”, anche questi due nuovi volumi sono ospitati nella collana La cultura giuridica dell’editore RomaTrE-Press e quindi sono disponibili gratuitamente come e-books sul sito romatrepress.uniroma3.it .

Tra qualche settimana dovrebbe uscire, con le stesse modalità, anche il volume con gli atti del convegno “La formazione del giurista” che si tenne nello scorso gennaio a Roma Tre a cura di Beatrice Pasciuta e del sottoscritto. Anche in questo caso, coloro che saranno in regola con l’iscrizione riceveranno una copia cartacea.

Proprio quest’ultimo convegno ha rappresentato il maggior sforzo organizzativo dell’Istituto per quanto attiene all’attività seminariale e convegnistica durante lo scorso anno. Nel presentarlo, un anno fa, sottolineavo l’importanza particolare che esso rivestiva: il tema della formazione del giurista non solo è centrale nel magistero di Betti, ma rispondeva anche a uno dei compiti principali dell’Istituto: difendere l’idea della dimensione culturale ‘ampia’ del giurista e ribadire, al tempo stesso, la strutturale unità del sapere giuridico al di là delle necessarie specializzazioni.

In questo senso, per la ricchezza degli interventi e per l’importanza dei molti relatori intervenuti il convegno di gennaio va senz’altro salutato come un successo. Molti dei contenuti che sono emersi corrispondono effettivamente alle idee che erano emerse in seno al comitato scientifico al momento dell’ideazione e preparazione del convegno. Da più parti si è ribadita l’importanza di una visione unitaria del diritto come pure la necessità di assicurare un alto profilo culturale al giurista in formazione: i nuovi giuristi saranno infatti chiamati a confrontarsi con i rapidi mutamenti in atto e per farvi fronte non gli basterà avere una conoscenza meramente tecnica, radicata nel solo diritto positivo.

La partecipazione alle due giornate di un pubblico numeroso e attento e l’ampia e vivace discussione con cui il convegno s’è concluso, dovrebbero rassicurare sul fatto che non si è trattato di uno sforzo inutile. Si è avviato un momento di riflessione autentica, in cui più voci si sono liberamente confrontate. Il dibattito è stato serio e spesso alla critica sono seguiti momenti propositivi (esiste una registrazione audio dell’intero convegno e chi fosse interessato ad averla può farne richiesta inviando una mail direttamente al sottoscritto).

A testimoniare la bontà (e l’utilità) del lavoro svolto, credo vi sia anche l’aumento considerevole del numero di iscritti che si è registrato nel 2017 e che sfiora ormai le cento unità.

Per il convegno del 2018 si è pensato di celebrare i cinquant’anni dalla scomparsa di Emilio Betti dedicandogli due giornate di lavori. Se non sorgeranno ostacoli, il convegno si terrà nelle giornate del 25, 26 e 27 di ottobre presso l’Università di Bergamo. La cura è stata affidata ai colleghi Massimo Brutti, Emanuele Stolfi e Antonio Banfi. Saprò darvi maggiori ragguagli in futuro.

Le brevi considerazioni svolte sin qui mi sono d’aiuto nel momento in cui vengo a proporre a tutti Voi di rinnovare l’iscrizione all’Istituto Betti per l’anno 2018. L’Istituto, come sapete, non dispone di altri finanziamenti oltre le quote versate dagli iscritti e solo un congruo numero di iscrizioni può consentire di programmare altre attività come quelle realizzate in questi anni. Sperando che vogliate rispondere numerosi alla mia richiesta, ripeto qui le modalità di iscrizione che rimangono le medesime degli anni passati. Per iscriversi all’Istituto occorre versare un bonifico di € 50 (socio sostenitore) o di € 30 (socio ordinario) o di € 10 (socio studente) sul conto corrente bancario dell’Istituto di cui indico di seguito gli estremi:

 beneficiario:                Istituto E. Betti di scienza e teoria del diritto

causale:                         iscrizione per l’anno 2018 – socio sostenitore (o ordinario)

istituto bancario:         Banca Prossima

Sede:                              Filiale di Milano, 20121 – Piazza Paolo Ferrari, 10 – Milano

IBAN:                              IT97N 03359 6768 4510 7001 77402.

BIC:                                BCITITMX

   A tutti giunga il mio saluto più caloroso

    Luca Loschiavo  (presidente dell’Istituto)

Nuova pubblicazione online: “La funzione sociale del diritto privato tra XX e XXI secolo”

E’ ora disponibile online (e visibile ai lettori) il volume dal titolo La funzione sociale del diritto privato tra XX e XXI secolo, a cura di Francesco Macario e Marco Nicola Miletti, pubblicato dall’editoriale dell’Università degli Studi di RomaTre (Roma TrE-Press).

Il volume raccoglie gli atti dell’incontro di studio svoltosi a Roma il 9 ottobre 2015 ed è consultabile gratuitamente sul sito web della Roma TrE-Press cliccando QUI.

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Podcast del convegno “La formazione del giurista”, 19-20 gennaio 2017

Chi si fosse perso il convegno “La formazione del giurista”, svoltosi presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di RomaTre dal 19 al 20 gennaio 2017, può ora ascoltate gratuitamente tutte le relazioni sulla web radio IusLaw cliccando su questo LINK.

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Nuova pubblicazione online: “Emilio Betti – Problemi di storia della costituzione sociale e politica nell’antica Roma”

E’ da oggi online (e visibile ai lettori) il volume dal titolo Emilio Betti – Problemi di storia della costituzione sociale e politica nell’antica Roma, a cura di Sandro-Angelo Fusco (testo originale in tedesco e traduzione italiana a fronte) pubblicato dall’editoriale dell’Università degli Studi di RomaTre (Roma TrE-Press).

Il volume è consultabile gratuitamente sul sito web di Roma TrE-Press:  http://romatrepress.uniroma3.it/ojs/index.php/problemi

Emilio Betti - Problemi di storia della costituzione sociale

Descrizione (dalla pagina facebook di Roma TrE-Press):

“Nell’anno accademico 1937-38, Emilio Betti tenne un corso di lezioni in Germania. Il tema scelto dallo studioso per quelle lezioni era la storia costituzionale romana: un lavoro impegnativo, sia perché redatto e tenuto completamente in tedesco, sia perché consono all’orientamento del tutto storico-costituzionale della Antike Rechtsgeschichte allora in voga. La pubblicazione di questo lavoro (rimasto a lungo inedito) con traduzione in italiano a fronte dà risalto e conferma, contro consolidati pregiudizi, la particolare intensità con cui Betti viveva il momento storico. Soprattutto la parte riguardante il periodo pre-republicano e repubblicano (le prime 19 lezioni-capitoli) mira ad aprire notevolmente, anche con riferimenti al pensiero greco ed a criteri teorico-interpretativi, l’orizzonte del lettore (allora ascoltatore) la prospettiva sociale ed economica caratterizzante il periodo considerato. Di particolare rilievo è anche l’impostazione didattica che, limitando all’indispensabile l’analisi delle fonti latine originarie (a suo tempo riservata alle ore di esercitazioni collegate), consente di seguire in modo agile e continuo il filo del discorso. Dunque un’esposizione di Storia del diritto romano che si rivela di notevole incisività anche sotto profili metodologici attuali”.